Stivali e stivaletti da da donna con zeppa in camoscio sintetico con da stivaletti 94c2b1

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Me ne torno a casa, dopo l'ennesima desolante sconfitta e penso che dovrò scrivere un post.
Chi ne ha voglia?
Cosa c'è da analizzare, di  questa partita?
Ha un senso polemizzare ancora contro il vezzo tutto italiano di divertirsi a bastonare il cane che affoga? Soprattutto se il cane è il tuo...
O è meglio unirsi al coro degli INDIGNADOS? Sentirsi in numerosa (forse anche buona, chissà...) compagnia, consolarsi sfogando la propria rabbia.
No, non scrivero un post. Solo qualche considerazione sparsa, disordinata, sulla situazione attuale della squadra e quindi anche sulla partita.

Sono molto deluso, ma non riesco ad essere arrabbiato. Non è nella mia natura.
Forse sono troppo poco tifoso.

La mia indignazione la riservo al degrado culturale, civile e sociale che caratterizza  il nostro Paese, alla povertà generalizzata che avanza, alle ingiustizie, alla corruzione dilagante.
Capisco, anche se non condivido, la necessità diffusa di sfogarsi, di trovare capri espiatori, di immaginare che tolto tizio o tolto caio le cose miglioreranno per incanto.
Non credo che ci siano colpe. La responsabilità invece è di tutti. Probabilmente si poteva fare qualcosa di meglio a tutti i livelli.

Ci sono stati errori di valutazione ai vertici della società e a livello dell'area tecnica; errori degli allenatori; dei preparatori probabilmente. Qualche calciatore (non credo deliberatamente) ha reso meno di quanto avrebbe potuto, per una serie di circostanze.
Ma gli errori li fanno tutti, caratterizzano la componente umana. Che nel calcio è tutto assieme alla competenza e alla disponibiltà finanziaria.

MM è la stessa persona sia quando ha l'intuizione geniale di prendere prima Mancini e poi sostituirlo (tra le critiche di tutti) nientemeno che con Mourinho; sia quando decide di prendere Benitez e Gasp.
Branca è lo stesso che prende i grandissimi giocatori delle vittorie in serie e del triplete e poi prende con tutto il rispetto, i  Mariga, gli Zarate, i Forlan.
Persino Ranieri, in un ambito di tempo più ristretto, è lo stesso che infila una serie di vittorie esaltanti e poi una serie di insuccessi deprimenti.

La competenza di tutte queste persone, ai diversi livelli, è fuori discussione. Per MM e Branca è davvero difficile sostenere che si possa vincere tutto, stare ai vertici per più anni, da incapaci.
Per Ranieri parla la carriera: non si allenano squadre come Roma Valencia, Chelsea Juventus e Inter, per anni e anni, se si è degli incompetenti totali.

Allora la madre di tutte queste sconfitte è la situazione finanziaria, almeno per chi non vuol credere a MM che fa i dispetti agli allenatori e che spende solo per quelli che gli sono simpatici.
Per vincere si è fatto un sacrificio finanziario immenso e ora si continua a pagare, con deficit di bilancio residuali di quelle politiche, che non consentono nuovi investimenti onerosi e addirittura obbligano a cessioni importanti.

In due anni abbiamo perso giocatori come Mario, Eto'o, Motta  Pandev e, per motivi diversi, Couti. Gli ultimi 4 addirittura negli ultimi mesi. Un gruppo che innalzerebbe  moltissimo il livello tecnico di qualsiasi squadra. E li abbiamo sostituiti con i giocatori che ci era possibile prendere, in situazioni di scarsa competitiviità finanziaria.
Anche gli acquisti più onerosi, Pazzini e Rano, certo non all'altezza di coloro che dovrebbero sostituire, sono stati in qualche modo obbligati: dovevamo prenderli da squadre che accettavano contropartite parziali in giocatori, per abbattere i costi.
Sono rimasti quelli che avevano già dato il meglio, o chi, come Wes e Maicon, non aveva un mercato considerato sufficientemente remunerativo.
Insieme a giovani di seconda fascia, oppure interessanti ma ancora troppo acerbi per assumere ruoli di responsabilità.

L'organico attuale è da centro classifica, con lacune importanti in alcuni ruoli.  Siamo comunque superiori a squadre come il Bologna, il Novara, il Lecce. Che ci hanno sconfitti impietosamente e in modo rovinoso. Ma non siamo abbastanza superiori da prevalere su di loro  anche in presenza di situazioni tattiche psicologiche, forse di preparazione e anche di un briciolo di sfortuna, che comunque si accanisce sempre sui deboli.

Ieri per esempio siamo scesi in campo ben coperti, pur cercando di fare la partita e pur mancando di giocatori importanti come Samuel,  Deki, Alvarez, Milito.
Per 35 minuti abbiamo dominato, creando 3-4 palle gol (clamorosa la deviazione di testa di Maicon, da due metri, respinta incredibilmente dal portiere). Poi loro alla prima azione ci hanno puniti e alla seconda, che non era neppure un'azione, anche. In un minuto.
Però noi avevamo ancora un'ora a disposizione e non siamo più stati capaci di creare neppure un'occasione. Al contrario ci siamo fatti sorprendere ancora in occasione del loro terzo tiro in porta.

Io ho una mia opinione “tecnica” ben precisa, sulle nostre disgrazie. Manca completamente l'attacco. Non c'è un uomo che sappia saltare l'avversario, rompere la partita, inventare la giocata vincente.
La squadra o si squilibra in avanti (e allora sono dolori, perché i difensori sono lenti), oppure sta compatta, corta dietro, costruisce il gioco che è nelle sue possibilità, ma non segna mai, perché non ha punte dirompenti.

Inutile prendersela con Pazzini, perché è incapace di uno spunto vincente, e non ha mai vinto un dribbling nella sua vita. Inutile prendersela con Wes che circondato da compagni modesti, cerca lo spunto personale, in frenesia. Inutile prendersela con Forlan che è in condizione disastrosa (esilarante poi la tesi che sbagli in polemica con Ranieri che lo schiera all'ala: Forlan ha avuto sul piede, proprio in posizione di centravanti, la più comoda palla gol: l'avrebbe sbagliata, volutamente, per dimostrare che...non è un'ala?). Inutile prendersela con Faraoni, che ci mette l'anima, ma non può fare la differenza. E inutile anche pensare che Casta, o Zarate potessero far meglio, come si è visto ogni volta in cui  sono stati impiegati.

Allora ce la prendiamo con i senatori, che non corrono?  Sicuri che Ranocchia corra più di Cordoba? Che Alvarez  corra più di Zanetti? Che Pazzini corra più di Milito? Che lo stesso Wes copra una zona di campo superiore a Cambiasso? Sicuri che se invece dei senatori mettiamo Obi, Faraoni, Zarate, Casta, Alvarez, Ranocchia, appunto, avremmo una squadra migliore?
A me sinceramente più dei senatori sembra che abbiano corso solo Naga e Poli. Forse un po' Faraoni. Ma con modesti risultati, comunque.

Personalmente sono rassegnato: bisogna chiudere l'anno con il minore dei danni, cominciando a fare i 7-8 punti che ci mancano e cercando di non fare figuracce in coppa, contro i velocissimi attaccanti del Marsiglia.

Poi, la condizione per una ripresa è solo questa: avere i soldi per prendere due attaccanti dirompenti. Di quelli che inventano i gol prima o poi, e ti consentono di rimanere solidi e compatti dietro.
Sbaglierò, ma  non cambio gli 8 /11 miei con quelli del Napoli, per esempio. Ma cambio i tre davanti con Hamsik Lavezzi e Cavani. Quando hai attaccanti di quel livello, puoi anche pensare a completare gradualmente centrocampo e difesa, con acquisti mirati.

Una stagione, un'epoca è finita, bisogna rendersene conto. Ed è finita in modo rovinoso. Adesso, per la felicità di CarloBS, bisogna cambiare per ricostruire. Se ha le possibilità finanziarie, io riparto con MM per tutta la vita. Servono disponibilità finanziarie e idee nuove. Ma anche passione e spessore morale.
Altrimenti sarà mediocrità. Se va bene.

Forse la gioia per le vittorie della mia Inter aggiunge un po' di piacere, alla mia vita. Le sconfitte invece mi rattristano, ma le cose che mi indignano sono altre.
Sicuramente sbaglio io a non identificare  il mio orgoglio, la mia dignità con la squadra di calcio per cui tifo. Non è questo che è in gioco, in una partita di calcio.
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Eppure dedico all'Inter diverse ore delle mie giornate, tutti i giorni. L'amore per l'Inter è un sentimento. Niente di più e niente di meno.
Non penso di realizzarmi o di fallire attraverso l'Inter.
Ho dei rilevanti  problemi personali; enormi preoccupazioni per il futuro dei miei figli; mi indigno per il degrado culturale, civile e sociale  che vive il nostro paese, per la povertà generalizzata che avanza, per le ingiustizie, la corruzione dilagante.
Per l'Inter, no... non riesco proprio a indignarmi.

Luciano

Nella foto, the end... non c'è inizio senza una fine. L'Inter c'è ancora e rinascerà, in qualche modo e prima o poi.
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